giovedì 14 agosto 2008

L'altra vacanza


C’è una ragazza con la valigia arancione nella sala d’aspetto del pronto soccorso.

E’ alta, occhi chiari, tatuaggio sul piede sinistro, piercing all’ombelico.

Cammina su e giù sbattendo i suoi tacchetti.

Trascina il suo trolley avanti e indietro, cellulare in mano.

E’ una donna “capricciosa” e si capisce. Vuole tutto quello che vede.

Vuole il termometro, vuole la sedia a rotelle, vuole una lastra, vuole essere ricoverata.

Mentre aspetta il suo turno, finalmente seduta sul trono a ruote, chiede all’infermiere: “avete qualcosa da mangiare?”

Lui risponde negativamente. Lei continua: “Non avete delle merendine?” Stessa risposta.

E allora si alza, afferra il trolley e va via stizzita dicendo: “cazzo d’ospedale”.

martedì 13 maggio 2008

schegge di maggio


Ci sono momenti in cui i pensieri
cambiano forma, si comprimono
e spingono, con forza;
si assottigliano così tanto che li scopri
taglienti, acuminati quanto basta,
per pungerti.
Piccole lame in movimento,
schizzano con velocità dalle tempie
al cuore, con un sussulto.
E la scossa si propaga, sulla pelle.
Il dolore, quando si prova, è sempre
proporzionale al numero di schegge
che ti attraversano.
pmg

schegge di maggio



Ci sono momenti in cui i pensieri
cambiano forma, si comprimono
e spingono, con forza;
si assottigliano così tanto che li scopri
taglienti, acuminati quanto basta,
per pungerti.
Piccole lame in movimento,
schizzano con velocità dalle tempie
al cuore, con un sussulto.
E la scossa si propaga, sulla pelle.
Il dolore, quando si prova, è sempre
proporzionale al numero di schegge
che ti attraversano.

venerdì 2 maggio 2008

"sono un eroe"


"Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)"
Piacere Luigi delle Bicocche

Sotto il sole faccio il Muratore e mi spacco le nocche

da giovane il mio mito era l'attore Dennis Hopper

che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un Chopper

invece io passo la notte in un Bar Karaoke

se vuoi mi trovi lì

tentato dal videopoker

ma il conto langue e quella macchina vuole il mio Sangue

un soggetto perfetto per Brahm Stoker

Tu che ne sai della vita degli Operai

io stringo sulle spese

Goodbye Macellai

non ho salvadanai da Sceicco del Dubhai

mi verrebbe da devolvere l'otto per mille a Snai

io sono il pane per gli usurai ma li respingo

non faccio l'Al Pacino

non mi faccio di Pachinko

non gratto

non vinco

non trinco

nelle sale Bingo

man mano mi convinco

che io sono un Eroe

perché lotto tutte le ore

sono un Eroe

perché combatto per la pensione

sono un Eroe

perché proteggo i miei cari

dalle mani dei Sicari

dei cravattari

sono un Eroe

perché sopravvivo al mestiere

sono un Eroe

straordinario tutte le sere

sono un Eroe

E te lo faccio vedere

ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Stipendio dimezzato

o vengo licenziato

a qualunque età io sono già fuori mercato

fossi un ex SS novantatreenne

lavorerei nello studio del mio avvocato

invece torno a casa distrutto la sera

bocca impastata come calcestruzzo in una betoniera

io sono al verde

vado in bianco

ed il mio conto è in Rosso

quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera?

su vai a vedere nella galera

quanti precari sono passati ai mal'affari

quando t'affami

ti fai nemici vari

se non ti chiami Savoia scorda i Domiciliari

finisci nelle mani di strozzini

ti cibi di ciò che trovi se ti ostini a frugare i cestini

nè l'Uomo ragno nè Rocky nè Rambo nè affini

farebbero ciò che faccio per i miei Bambini

che io sono un Eroe

perché lotto tutte le ore

sono un Eroe

perché combatto per la pensione

sono un Eroe perché proteggo i miei cari

dalle mani dei Sicari

dei cravattari

sono un Eroe

perché sopravvivo al mestiere

sono un Eroe straordinario tutte le sere

sono un Eroe

E te lo faccio vedere

ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere

Per far denaro ci sono più modi

potrei darmi alle frodi e fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi

c'è chi ha mollato il Conservatorio per Montecitorio

lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody

io vado avanti e mi si offusca la mente

sto per impazzire come dentro un Call Center

vivo nella camera 237

ma non farò la mia famiglia a fette

perché sono un Eroe...

Sono un Eroe

perché lotto tutte le ore

sono un Eroe perché combatto per la pensione

sono un Eroe perché proteggo i miei cari

dalle mani dei Sicari

dei cravattari

sono un Eroe perché sopravvivo al mestiere

sono un Eroe

straordinario tutte le sere

sono un Eroe

E te lo faccio vedere

ti mostrerò cosa so fare col mio superpotere.

(Caparezza)

lunedì 7 aprile 2008

Inseguendo la traiettoria dei tuoi passi



Inseguendo la traiettoria dei tuoi passi


Consuelo Mura – Opere Recenti

Sala Tom Benetollo – Palazzo Valentini
Via IV Novembre 119/a – Roma
11 – 21 Aprile 2008

Inaugurazione venerdì 11 aprile h. 16.30


Consuelo Mura espone in questa sala di Palazzo Valentini una selezione di opere di recente produzione.

“Inseguendo la traiettoria dei tuoi passi”: otto opere affiancate; una sequenza dal forte realismo fotografico, stemperato da una segno vivace, in bilico tra figurazione neopop ed illustrazione pubblicitaria.

Quello che attrae è la possibilità ricognitiva del mezzo pittorico, la capacità di raccontare per immagini, estratte da fotogrammi e manipolate, situazioni di esistenza quotidiana. Sono avventure di uomini e donne, cronache del desiderio o della lontananza. E solitudini inquiete, fremiti che si trasformano in note di musica battente o in spirali di gambe danzanti.
Lo sguardo insiste e si concentra su corpi, soprattutto femminili; Consuelo li frantuma, li ricompone, lasciando a vista particolari amplificati di gambe, scarpe, gonne; movenze flessuose e ammiccanti offerte al piacere della seduzione.
Gli acrilici stesi con abile tecnica compongono queste immagini in bianco e nero che improvvisamente si accendono con colori forti, evidenziando elementi essenziali nel ritmo narrativo.
In quel momento, in quella sintesi, si gode quel racconto; e a memoria si integrano le parti mancanti, ricostruendo, con volti e circostanze, frammenti di storie che diventano nostre.
Pier Maurizio Greco


Consuelo Mura vive e lavora a Roma.
http://www.consuelomura.it/
consuelomura@fastwebnet.it

giovedì 13 marzo 2008

Ti riciclo in Arte


TI RICICLO IN ARTE

Storie di plastica, carta, alluminio e vetro

Fonderia delle Arti – Roma

“Ti riciclo in Arte” è il titolo di questa collettiva d’arte contemporanea, curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, video e performance nei locali della Fonderia delle Arti di Roma.

Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio, vetro.

I protagonisti di queste storie sono “attori” in transito, si spostano da un ruolo all’altro, da un luogo all’altro, cercando di esprimere il meglio di sé, nella metamorfosi.

Sono in grado di raccogliere, trattenere, evocare, raccontare imprese e destini, esaudire desideri saziando corpi e cervelli, fino all’oblìo.

Sono “trasversali”, senza classi sociali, senza politica, senza religione.

Sono “creature mutanti” e questa è la loro forza.

Hanno in sé qualcosa di immortale, come l’Araba Fenice che Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore” (Ovidio).

Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell’espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell’ambiente, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo delle materie prime.

Pier Maurizio Greco

lunedì 10 marzo 2008

senza segni evidenti


Non ho scritto nulla, forse è un bene.
Non c'era motivo, perché avrei dovuto.
Il tempo denso della nebbia si è sciolto,
fluidificato senza lasciare ferite o segni
evidenti.
E' scivolato via con clemenza "bonificando"
pensieri, ansie, desideri.
In quelle discese si concentra il movimento
perfetto, l'istante della partenza, del controllo,
di velocità multiple e smarrimenti.
Dal graffio stridente sul ghiaccio alla morbida
curva. E, anche stavolta, non rimane traccia
di quel percorso, di quelle linee che si intersecano
infinite volte e si perdono nel bianco.
Sono qui, in attesa di un bus, due treni, un altro
bus. E' il 9 marzo, ore 9 e ventitré.

venerdì 22 febbraio 2008

considero valore


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca

martedì 12 febbraio 2008

yes, I can

...cammino, penso, respiro, penso, parlo, penso;
come una freccia luminosa, ogni espressione si blocca
e ricomincia, le idee intermittenti: passato-presente-futuro.
Attraversare e risalire; ipotesi di un percorso, spesso controvento.
(pmg)

mercoledì 23 gennaio 2008

noi marziani




















“Sei stato troppo con lui” disse Doreen. “Le tendenze che hai in te….” Esitò.
“Tendenze instabili, Jack, si congiungono alle sue; tu avresti dovuto portarlo nel tuo mondo, fargli condividere la realtà della nostra società…Invece non è stato lui a portarti nel suo?
(Noi Marziani, P.K. Dick)

sabato 5 gennaio 2008

"Tutto il resto di colpo si frantuma"



















Due personali allestite contemporaneamente illustreranno il recente percorso artistico di Antonietta Campilongo.
La prima mostra, dal titolo: “Tutto il resto di colpo si frantuma”, s’inaugurerà a Roma il 10 gennaio prossimo a Palazzo Valentini.
La seconda, “I segreti di Elena”, sarà ospitata dal 10 gennaio a Lubjana – Slovenia, nei locali della prestigiosa Università.


“Tutto il resto di colpo si frantuma”

Antonietta Campilongo – opere recenti

Palazzo Valentini - Roma


“La finestra è aperta sulla città inquieta, vortici di auto tra reticoli umani.
Disegnano curve, linee, frecce; in direzioni multiple si perdono.
E, nel luogo che lasciano, restano, come nebbia, lievi tracciati”.

Antonietta Campilongo esce allo scoperto, in cerca di “istanti” si muove
in una metropoli convulsa, fissando sulle tele un campionario variegato
di umori e inquietudini, ritratti di uomini e donne.
I luoghi e i volti di queste avventure ci appaiono bloccati nel gesto, cristallizzati in un momento che ne assume il sapore.
E quindi piacere, dolore, rabbia, stemperate nel colore, ora grigi, ora neri, e toni distesi di viola e verdi profondi.
Sono frammenti di storie diverse, fotogrammi sospesi, oscillanti tra sogno e realtà; dal reportage urbano alle vicende internazionali; le luci acide di bus e metrò, di fiamme e disastri che lasciano segni indelebili sui corpi e nelle coscienze.
La Campilongo sceglie di volta in volta; ci mostra la vita, fatta di carne e sangue, la insegue ovunque e la trasfigura, con le sue alchimie di pigmenti, in “eventi” avvolti nel mistero.

“Al di là della strada, sotto di me, in un silenzio irreale che congela ogni cosa, giace, come città sommersa, la discarica. Rottami di sistemi rotanti, lamiere rigate da tagli aguzzi e rugginosi, cumuli di plastica e pneumatici bruciati. E tra i sacchi di un grigio profondo, lo sguardo si blocca su sagome luminose. Due fanciulle con vestiti bianchi tra i rifiuti spenti; nel ventre della città morta albergano due anime vive. E tendono mani verso di me, si agitano urlando parole che non sento. Rimango così, sospeso e in bilico tra la luce e il buio. Tutto il resto, di colpo, si frantuma “.

Pier Maurizio Greco