C’è una ragazza con la valigia arancione nella sala d’aspetto del pronto soccorso.
E’ alta, occhi chiari, tatuaggio sul piede sinistro, piercing all’ombelico.
Cammina su e giù sbattendo i suoi tacchetti.
Trascina il suo trolley avanti e indietro, cellulare in mano.
E’ una donna “capricciosa” e si capisce. Vuole tutto quello che vede.
Vuole il termometro, vuole la sedia a rotelle, vuole una lastra, vuole essere ricoverata.
Mentre aspetta il suo turno, finalmente seduta sul trono a ruote, chiede all’infermiere: “avete qualcosa da mangiare?”
Lui risponde negativamente. Lei continua: “Non avete delle merendine?” Stessa risposta.
E allora si alza, afferra il trolley e va via stizzita dicendo: “cazzo d’ospedale”.
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