giovedì 13 marzo 2008

Ti riciclo in Arte


TI RICICLO IN ARTE

Storie di plastica, carta, alluminio e vetro

Fonderia delle Arti – Roma

“Ti riciclo in Arte” è il titolo di questa collettiva d’arte contemporanea, curata da Antonietta Campilongo. In mostra, una selezione di opere di pittura, scultura, fotografia, arte digitale, video e performance nei locali della Fonderia delle Arti di Roma.

Il tema proposto affronta un aspetto di primaria importanza della società contemporanea, quello dei rifiuti solidi urbani e del ciclo di smaltimento e riciclaggio di materie riutilizzabili come plastica, carta, alluminio, vetro.

I protagonisti di queste storie sono “attori” in transito, si spostano da un ruolo all’altro, da un luogo all’altro, cercando di esprimere il meglio di sé, nella metamorfosi.

Sono in grado di raccogliere, trattenere, evocare, raccontare imprese e destini, esaudire desideri saziando corpi e cervelli, fino all’oblìo.

Sono “trasversali”, senza classi sociali, senza politica, senza religione.

Sono “creature mutanti” e questa è la loro forza.

Hanno in sé qualcosa di immortale, come l’Araba Fenice che Dopo aver vissuto 500 anni, con le fronde di una quercia si costruisce un nido sulla sommità di una palma, ci ammonticchia cannella, spigonardo e mirra, e ci s'abbandona sopra, morendo, esalando il suo ultimo respiro fra gli aromi. Dal corpo del genitore esce una giovane Fenice, destinata a vivere tanto a lungo quanto il suo predecessore” (Ovidio).

Al frequente interrogativo sulle diverse strade e finalità dell’espressione artistica, questa mostra risponde con il preciso intento di sensibilizzare artisti e pubblico al rispetto dell’ambiente, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo delle materie prime.

Pier Maurizio Greco

lunedì 10 marzo 2008

senza segni evidenti


Non ho scritto nulla, forse è un bene.
Non c'era motivo, perché avrei dovuto.
Il tempo denso della nebbia si è sciolto,
fluidificato senza lasciare ferite o segni
evidenti.
E' scivolato via con clemenza "bonificando"
pensieri, ansie, desideri.
In quelle discese si concentra il movimento
perfetto, l'istante della partenza, del controllo,
di velocità multiple e smarrimenti.
Dal graffio stridente sul ghiaccio alla morbida
curva. E, anche stavolta, non rimane traccia
di quel percorso, di quelle linee che si intersecano
infinite volte e si perdono nel bianco.
Sono qui, in attesa di un bus, due treni, un altro
bus. E' il 9 marzo, ore 9 e ventitré.