Sulla pelle ho diverse cicatrici.
Alcune profonde, segnano e attraversano il corpo,
s’incontrano come traverse, in un punto.
Manca solo un braccio corto della croce,
dello “scudo” apposto su di me.
E’ il confine, il limite, tra il respiro e il silenzio.
E’ il tatuaggio senza ritorno, tracciato a sangue.
Come un “crociato”.
pmg
lunedì 31 dicembre 2007
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